Blog di Alessandro Vercesi

(ap)punti di vista personali

 

 

 

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Dittatura democratica

 

Difficile elaborare analisi politiche articolate in un momento come questo.

Quello che di primo impatto pare a me evidente però è questa dittatura da parte dei burocrati europei, delle lobbies, della finanza, delle banche, dei grandi apparati.

Questa dittatura mascherata da democrazia ha caratterizzato larga parte della storia repubblicana, però non è mai stata così palese come in questo momento. Al di là del merito sulla scelta del Ministro dell'Economia, è intollerabile la violazione del principio della sovranità popolare, popolo che ha scelto attraverso libere elezioni il cambiamento. Che piaccia o no, che sia un beneficio o uno svantaggio per l'Italia, la volontà del popolo deve essere rispettata. E' il primo principio sancito dalla nostra Costituzione. Le limitazioni della sovranità popolare hanno oltrepassato ogni confine. Sarebbe stato lecito, da parte del Presidente della Repubblica, intervenire nel caso in cui l'operato del Governo avesse causato davvero danni al bene della nazione con la propria politica economica, ma non un veto a priori, senza nemmeno dare la possibilità alle forze politiche che hanno la maggioranza parlamentare di formare il nuovo governo e di provare ad attuare il loro programma. 

Penso che a questo punto ogni consultazione elettorale risulti ormai inutile e priva di valore.

Dimissioni di Alessandro Vercesi : un anno dopo

Un anno fa esatto decidevo di terminare la mia militanza politica durata dieci anni, dieci anni di tanto lavoro, impegno, a tratti anche entusiasmo, speranze, passioni e delusioni. Vedevo il Partito Democratico completamente scollato dalla società reale, non intenzionato a cambiare passo, con il congresso ed elezioni primarie di fine aprile prive di proposte in grado di invertire la rotta. Ma ciò che mi ha deluso di più è stato quel grande patrimonio che c'era al suo interno, in grado di dare una direzione diversa se avesse voluto, che si è uniformato in blocco e in maniera passiva alla linea del suo segretario nazionale, pur non condividendola in pieno. Ogni confronto e discussione sono stati cancellati. Un anno dopo i cittadini hanno dato la loro risposta. Non è mai troppo tardi per cambiare rotta, ci spero ma non sono sicuro che ciò accadrà, anzi...

Tu chiamale se vuoi elezioni

Ho letto che molti giovani che erano impegnati in politica poi si sono persi per strada. Non sono d'accordo. Tanti giovani sanno benissimo dove andare , è la politica che ha perso la bussola.

Peraltro la ripresa da loro sostenuta in realtà è totalmente inesistente, dato che è triplicato il numero dei precari, aumentate le diseguaglianze, peggiorata la qualità del lavoro e della vita, con la parte sana che produce lavoro e ricchezza che sta morendo, sotto la morsa di uno Stato che succhia loro energie e ricchezza attraverso tasse e burocrazia, con questi governi che al massimo si spingono ad offrire dei bonus, una sorta di carità ai poveri, anziché investire veramente su imprese, cultura , formazione.

Per conquistare i voti ti prospettano all’orizzonte una grave minaccia nel caso in cui prevalessero forze alternative, ma in realtà una vera e propria minaccia concreta non esiste, o è altamente improbabile. Così come non c’è secondo me una vera minaccia dell’invasione di chi è di etnia diversa dalla nostra, si ha spesso istintivamente paura di chi è diverso, ma casomai il problema sta invece nel fatto che chi commette reati troppo spesso non paga in maniera adeguata, vale per italiani e non.

La vera minaccia è l'immutabilità.

Molte proposte a detta di tanti non si possono realizzare. Se davvero in questo paese non si può cambiare niente, quale sarebbe il vero senso di queste elezioni, oltre alla scadenza della legislatura e il dovere quindi di rieleggere un Parlamento previsto dalla legge? Mi dispiace ma io credo ancora che si possa fare qualcosa per cambiare le cose, non mi rassegno. Rischiamo! Altrimenti saremo sempre il paese che rimarrà uguale a se stesso , a vivacchiare, con una discesa lenta e costante ma non ecclatante, di modo che tutto possa rimanere com'è, nell'indifferenza e nei "massì". Ai giovani questi governanti stanno rubando la cosa più importante: i sogni: il fuoco che alimenta il futuro, lo sviluppo, la cultura, la competitività, il lavoro, la ricchezza, e quindi il benessere.

Le elezioni secondo me servono ancora a questo.

Primarie PD: dichiarazioni di NON voto

Dieci anni fa sono stato tra i tanti giovani che con entusiasmo aderivano al nascente Partito Democratico. Mi sono speso tanto per questo progetto, compresa l'ultima battaglia referendaria, a cui ho creduto molto, e, tenendo fede al mio incarico di Segretario politico del circolo di Stradella, ho concluso con tanta fatica anche l'ultima campagna per il tesseramento, con risultati positivi, dato che il circolo che ho rappresentato è ancora il più numeroso o quasi della Provincia di Pavia. 
Ma a queste ennesime elezioni per eleggere il nuovo Segretario Nazionale, io NON SOSTERRÒ E NON VOTERÒ per NESSUNO DEI CANDIDATI. Io sono più affine a Renzi, perciò non posso sostenere gli altri due candidati, nei confronti dei quali io non mi riconosco appieno, e nonostante la mia opinione positiva nei confronti di Andrea Orlando. 

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    L'errore più grande che continua a commettere il centrosinistra è condurre una battaglia impossibile sul terreno dell'immigrazione, facendo leva su immagini di bambini morti per attaccare Salvini, per cercare di fare breccia nel cuore della gente. Sbaglia. Un'altra volta.

    Intanto perchè non si fa politica utilizzando determinate immagini, anche perchè non è da tre mesi a questa parte che assistiamo a morti nel Mar Mediterraneo.

    È il terreno dei diritti, su cui si devono condurre le battaglie. A cominciare dal diritto alla vita, di ogni essere umano e senza distinzione di etnia, certo, ma non solo. Il lavoro prima di tutto, che costituisce la base per una vita dignitosa di ogni essere umano, la qualità del lavoro, il salario, le piccole e medie imprese, la casa, gli artigiani, i piccoli commercianti, i giovani, i ricercatori, i pensionati che percepiscono 400 euro mensili dopo aver lavorato una vita, la qualità della scuola, dell'educazione, la ricerca, le nuove politiche industriali e il rapporto con l'ambiente. È qui dove il centrosinistra perde. E’ qui dove è mancato.

    Perché se i problemi su questi temi non esistessero, non esisterebbe nemmeno l'odio, che deriva poi dalla rabbia e dalla frustrazione accumulate nel tempo in tanti onesti cittadini, ma esisterebbe un Paese più solidale e con più risorse per poter favorire l'integrazione, con Salvini che avrebbe meno armi a proprio favore. Invece l'Italia queste risorse non le ha.

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    Un Centrosinistra di governo che in cinque anni non ha fatto altro che parlare ai burocrati europei e non al Popolo italiano. Un Partito Democratico che ha sostenuto in cinque anni, con la complicità dei mass media, un tasso di occupazione ai massimi storici, con il dettaglio però che tra gli occupati figuravano e figurano ancora tutti coloro che lavorano occasionalmente, a termine, a tempo determinato. In particolare i giovani, che non possono investire. E’ stato questo che ha determinato la rabbia e l’indignazione popolare, ancor di più rispetto alle politiche messe in atto dai vari governi. Se si considera che il cavallo di battaglia storico delle forze socialdemocratiche è il Lavoro, quanto il PD è davvero una forza popolare di centrosinistra?

    L’immigrazione in sé è un fenomeno fisiologico, e può anche essere una fonte di arricchimento culturale, oltre che un insieme di azioni umanitarie doverose per aiutare chi si trova in condizioni disperate. Ma più preoccupanti sono le conseguenze del fenomeno: il venir meno sempre di più di condizioni indispensabili per la serenità e il benessere: sicurezza e legalità, con l’imperante potere della criminalità organizzata che traffica clandestini, arricchendosi sempre di più. Il Centrosinistra ha ignorato il problema, non ha ascoltato i cittadini, non ha fornito risposte adeguate alle loro domande, ha ignorato anche il valore dell’identità socioculturale che sta loro a cuore, ha sottovalutato la grande questione della limitazione della limitazione di sovranità, con i cugini francesi che invadono il territorio italiano, chiudono le frontiere, con un’Europa che chiede sacrifici ma non offre disponibilità per gestire il fenomeno e senza una politica di integrazione unitaria.

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