Blog di Alessandro Vercesi

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“La politica è promettere, non mantenere le promesse”, disse molti anni fa un vecchio esponente politico: sarà così anche questa volta? 

Ci vorrà tempo per formulare un corretto giudizio sull’operato gialloverde. Allora, in questo momento, mi accontento di esprimere soltanto qualche considerazione.

Il sistema finanziario e politico internazionale farà di tutto per fare in modo che in Italia tutto resti com’è. E’ accaduto in passato, se si pensa al Compromesso storico ideato da Aldo Moro, se si pensa a Enrico Mattei, Giovanni Falcone, e tanti altri. Chi ci prova verrà criticato per non esserci riuscito, proprio dagli stessi esponenti di quel sistema. Oppure, chi riuscirà a ottenere qualche piccolo risultato, sarà attaccato da chi avrebbe voluto riuscirci anni prima e non ci è riuscito.

L’Europa, di fatto, ha costretto il Governo italiano a limitare la portata della propria manovra economica. Quando si è davanti a soggetti politici e istituzionali sovranazionali che impongono una direzione politica ed economica ben precisa, in maniera legittima grazie a quegli accordi che determinarono anni fa l'introduzione nella Costituzione italiana del vincolo del pareggio di bilancio, ogni tentativo di cambiare davvero il Paese è vanificato. Se ci si prova si va in contro a procedure di infrazione messe in atto dall’Europa, con gravi danni per l’economia e la finanza interna.

Se questo Governo vorrà veramente aprire una nuova stagione di riforme strutturali, dovrà fare i conti con i problemi citati alla loro radice, arrivando a tornare a ridefinire con le istituzioni europee le cifre degli accordi conclusi con l’Italia nelle precedenti due legislature. Altrimenti ben poco sarà il margine entro cui il Governo dovrà operare.

Esistono poi almeno altri due fattori nell’ambito dell’Unione Europea, che condizionano fortemente l’azione politica di un governo nazionale: il deficit democratico e il Fiscal Compact. Sarebbe fondamentale ottenere una revisione del secondo, tenuto conto delle conseguenze negative prodotte sull’economia interna, e, sotto il primo aspetto, riavviare una seria discussione assieme a tutti gli stati, per ottenere l’elezione diretta dei membri della Commissione Europea, organo esecutivo, oppure il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, quale organo legislativo che deve avere il potere di concedere o meno la fiducia all'organo esecutivo. Le prossime elezioni europee, nel caso in cui prevalessero forze sovraniste o, comunque, forze politiche “antisistema”, potranno essere importanti a tal fine.

Una brevissima analisi sul merito: l’aliquota unica del 15% per le Partite Iva con ricavi non superiori a 65.000 Euro, il Reddito di Cittadinanza, Quota 100 per l’anticipo pensionistico, sono le tre misure che dovrebbero riportare respiro all’economia italiana, oltre ad altre di minor rilievo. Certamente, il Governo dovrà compiere uno sforzo notevole per evitare l’aumento dell’Iva previsto dal 2020. E, a mio avviso, sarà fondamentale il taglio delle tasse sul lavoro a tempo indeterminato: la base fondamentale per una crescita economica e sociale di questo Paese. Al di là del merito, è corretta l’analisi di alcune forze dell’Opposizione che sostengono che la via della crescita è il controllo del debito? E’ quello l’unico parametro su cui basare l’azione di Governo, quando non si tagliano le tasse che immobilizzano le imprese e il mercato del lavoro – e ciò nonostante non si garantiscono maggiori servizi - , e quando non ci si preoccupa dell’arretramento della classe media verso la soglia della povertà? Non è lecito pensare che, se si adottassero misure espansive, l’Italia, una volta ripresa la crescita, ricaverebbe molte più risorse economiche per fronteggiare anche il debito rispetto a quelle attuali?

Questo Governo presenta alcune contraddizioni e alcuni limiti, certamente. Ma mi domando come può essere credibile un’opposizione che non ha concretizzato nulla di buono in dieci anni di Governo. Come si può proporre come alternativa una forza politica che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro? Sorprendente la faccia tosta di Mass Media e opposizioni, che attaccano il governo su un possibile aumento dell’Iva nel 2020, quando tale aumento era stato deciso dal Governo guidato dal tecnocrate Monti – esecutivo sostenuto dai gruppi parlamentari PD, PdL, UdC - e previsto per il 2019, aumento che questo Governo è riuscito con fatica ad evitare. Dove sta la serietà e la coerenza di un’opposizione che in un primo tempo esorta il Governo a rivedere la manovra economica, e, in un secondo momento, quando la manovra è stata di fatto ridimensionata, lo critica per i passi indietro? Ricordiamoci un dettaglio importantissimo: coloro che sostengono che non bisogna sforare il debito, sono gli stessi che lo hanno creato e che hanno permesso per decenni la decadenza economica e sociale italiana, favorendo speculazione, burocrazia parassitaria e adottando una politica di natura clientelare. 

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IN EVIDENZA

  • Nella politica italiana manca un po’ di Sinistra

    Nella politica italiana manca un po’ di Sinistra

    Se mi domando cosa manca nella politica in Italia oggi, penso alla Sinistra.

    Le mie critiche sono dirette, ovviamente, al Partito Democratico, che aveva l’ambizione, quando fu fondato, di esserne la principale forza,e punto di riferimento di tanti milioni di italiani, nonché di associazioni, sindacati, movimenti, con un’identità culturale, una storia, valori e principi ben precisi.

    La crisi sta portando una guerra tra poveri per la sopravvivenza, sta portando l'odio, la solidarietà è un valore desueto, e anche chi ha un'etica morale più rigida, spesso, per emergere, si deve adoperare con furbizia, egoismo e sopraffazione, dovendosi adattare a questo mondo globalizzato dominato e controllato da pochi.

    Una parte di Sinistra non ha ancora compreso appieno il fenomeno del razzismo e dell’intolleranza, stigmatizzandolo e giudicandolo a priori, senza effettuare un’analisi più profonda, ma anche molto elementare: componente fondamentale di questa tendenza è la rabbia. Il disagio vero per la crisi economica e sociale si manifestano in questa modalità, sotto gli occhi uno Stato ingiusto per tanti versi, con i servizi essenziali e le infrastrutture carenti, la pressione fiscale molto alta, una burocrazia soffocante, con percentuali troppo alte di disoccupazione e precarietà. Compito della sinistra interpretare questa rabbia e dare le risposte, risposte soprattutto sul fronte dell’occupazione e del reddito, i cavalli di battaglia storici, senza inseguire affannosamente Lega e populismi di Destra sul terreno dell’immigrazione, altrimenti la Sinistra sarà sempre più rimpiazzata dalla Destra sociale, molto più pericolosa della Lega e dei Cinque Stelle.

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  • Centrosinistra: “ tutti uguali ma loro sono un po’ più uguali degli altri”

    Centrosinistra: “ tutti uguali ma loro sono un po’ più uguali degli altri”

    L'errore più grande che continua a commettere il centrosinistra è condurre una battaglia impossibile sul terreno dell'immigrazione, facendo leva su immagini di bambini morti per attaccare Salvini, per cercare di fare breccia nel cuore della gente. Sbaglia. Un'altra volta.

    Intanto perchè non si fa politica utilizzando determinate immagini, anche perchè non è da tre mesi a questa parte che assistiamo a morti nel Mar Mediterraneo.

    È il terreno dei diritti, su cui si devono condurre le battaglie. A cominciare dal diritto alla vita, di ogni essere umano e senza distinzione di etnia, certo, ma non solo. Il lavoro prima di tutto, che costituisce la base per una vita dignitosa di ogni essere umano, la qualità del lavoro, il salario, le piccole e medie imprese, la casa, gli artigiani, i piccoli commercianti, i giovani, i ricercatori, i pensionati che percepiscono 400 euro mensili dopo aver lavorato una vita, la qualità della scuola, dell'educazione, la ricerca, le nuove politiche industriali e il rapporto con l'ambiente. È qui dove il centrosinistra perde. E’ qui dove è mancato.

    Perché se i problemi su questi temi non esistessero, non esisterebbe nemmeno l'odio, che deriva poi dalla rabbia e dalla frustrazione accumulate nel tempo in tanti onesti cittadini, ma esisterebbe un Paese più solidale e con più risorse per poter favorire l'integrazione, con Salvini che avrebbe meno armi a proprio favore. Invece l'Italia queste risorse non le ha.

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  • Il Centrosinistra è responsabile della propria estinzione e del clima attuale

    Il Centrosinistra è responsabile della propria estinzione e del clima attuale

    Un Centrosinistra di governo che in cinque anni non ha fatto altro che parlare ai burocrati europei e non al Popolo italiano. Un Partito Democratico che ha sostenuto in cinque anni, con la complicità dei mass media, un tasso di occupazione ai massimi storici, con il dettaglio però che tra gli occupati figuravano e figurano ancora tutti coloro che lavorano occasionalmente, a termine, a tempo determinato. In particolare i giovani, che non possono investire. E’ stato questo che ha determinato la rabbia e l’indignazione popolare, ancor di più rispetto alle politiche messe in atto dai vari governi. Se si considera che il cavallo di battaglia storico delle forze socialdemocratiche è il Lavoro, quanto il PD è davvero una forza popolare di centrosinistra?

    L’immigrazione in sé è un fenomeno fisiologico, e può anche essere una fonte di arricchimento culturale, oltre che un insieme di azioni umanitarie doverose per aiutare chi si trova in condizioni disperate. Ma più preoccupanti sono le conseguenze del fenomeno: il venir meno sempre di più di condizioni indispensabili per la serenità e il benessere: sicurezza e legalità, con l’imperante potere della criminalità organizzata che traffica clandestini, arricchendosi sempre di più. Il Centrosinistra ha ignorato il problema, non ha ascoltato i cittadini, non ha fornito risposte adeguate alle loro domande, ha ignorato anche il valore dell’identità socioculturale che sta loro a cuore, ha sottovalutato la grande questione della limitazione della limitazione di sovranità, con i cugini francesi che invadono il territorio italiano, chiudono le frontiere, con un’Europa che chiede sacrifici ma non offre disponibilità per gestire il fenomeno e senza una politica di integrazione unitaria.

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  • Tu chiamale se vuoi elezioni

    Tu chiamale se vuoi elezioni

    Ho letto che molti giovani che erano impegnati in politica poi si sono persi per strada. Non sono d'accordo. Tanti giovani sanno benissimo dove andare , è la politica che ha perso la bussola.

    Peraltro la ripresa da loro sostenuta in realtà è totalmente inesistente, dato che è triplicato il numero dei precari, aumentate le diseguaglianze, peggiorata la qualità del lavoro e della vita, con la parte sana che produce lavoro e ricchezza che sta morendo, sotto la morsa di uno Stato che succhia loro energie e ricchezza attraverso tasse e burocrazia, con questi governi che al massimo si spingono ad offrire dei bonus, una sorta di carità ai poveri, anziché investire veramente su imprese, cultura , formazione.

    Per conquistare i voti ti prospettano all’orizzonte una grave minaccia nel caso in cui prevalessero forze alternative, ma in realtà una vera e propria minaccia concreta non esiste, o è altamente improbabile. Così come non c’è secondo me una vera minaccia dell’invasione di chi è di etnia diversa dalla nostra, si ha spesso istintivamente paura di chi è diverso, ma casomai il problema sta invece nel fatto che chi commette reati troppo spesso non paga in maniera adeguata, vale per italiani e non.

    La vera minaccia è l'immutabilità.

    Molte proposte a detta di tanti non si possono realizzare. Se davvero in questo paese non si può cambiare niente, quale sarebbe il vero senso di queste elezioni, oltre alla scadenza della legislatura e il dovere quindi di rieleggere un Parlamento previsto dalla legge? Mi dispiace ma io credo ancora che si possa fare qualcosa per cambiare le cose, non mi rassegno. Rischiamo! Altrimenti saremo sempre il paese che rimarrà uguale a se stesso , a vivacchiare, con una discesa lenta e costante ma non ecclatante, di modo che tutto possa rimanere com'è, nell'indifferenza e nei "massì". Ai giovani questi governanti stanno rubando la cosa più importante: i sogni: il fuoco che alimenta il futuro, lo sviluppo, la cultura, la competitività, il lavoro, la ricchezza, e quindi il benessere.

    Le elezioni secondo me servono ancora a questo.

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