Blog di Alessandro Vercesi

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E governo gialloverde sia

5 Stelle e Lega al Governo riflettono esattamente la scelta complessiva del Popolo italiano. Quella di cambiare, quella di dare il mandato di governo alle forze che negli ultimi 7 anni sono state all'opposizione, dentro e fuori dal Parlamento. Non poteva che essere così.

Anche se in fondo la Lega, solo facendo leva sulla paura di Berlusconi di tornare al voto nella consapevolezza di perdere ulteriore consenso, ha convinto Forza Italia a fare un passo indietro. Passo indietro doverosissimo, proprio per il risultato elettorale non soddisfacente, anche se in cuor loro doloroso.

5 Stelle e Lega non hanno dimostrato immaturità. Intanto perchè non sempre è meglio un governo ad ogni costo, frutto di alleanze assurde, pur di "tirare a campare" e non cambiando nulla. Ricorderei al Partito Democratico che li accusa di questo che è stata questa legge elettorale assurda , proposta proprio da loro e votata assieme a Forza Italia, che ha determinato dopo le elezioni un'assenza di una maggioranza politica chiara in Parlamento, e che ha costretto due partiti inizialmente non alleati a scendere a patti.

M5S non poteva considerare un'ipotesi di governo assieme a Forza Italia, per un'incompatibilità totale ed evidente , se ciò si fosse verificato si sarebbe perso il senso dell'esistenza stessa dei 5 Stelle. Così come sarebbe stata impensabile un'alleanza con il Pd renziano. La Lega non poteva staccarsi da Forza Italia con leggerezza , per coerenza politica , perché in fondo i voti di Berlusconi sono serviti a Salvini, per il potere di Berlusconi ancora molto forte nel Centro-Destra. Mi auguro che nei prossimi anni ci sia un'emancipazione della Lega sempre più forte nei confronti di Berlusconi.

Elezioni scongiurate. Ora lavorate e cambiate.

Dittatura democratica

 

Difficile elaborare analisi politiche articolate in un momento come questo.

Quello che di primo impatto pare a me evidente però è questa dittatura da parte dei burocrati europei, delle lobbies, della finanza, delle banche, dei grandi apparati.

Questa dittatura mascherata da democrazia ha caratterizzato larga parte della storia repubblicana, però non è mai stata così palese come in questo momento. Al di là del merito sulla scelta del Ministro dell'Economia, è intollerabile la violazione del principio della sovranità popolare, popolo che ha scelto attraverso libere elezioni il cambiamento. Che piaccia o no, che sia un beneficio o uno svantaggio per l'Italia, la volontà del popolo deve essere rispettata. E' il primo principio sancito dalla nostra Costituzione. Le limitazioni della sovranità popolare hanno oltrepassato ogni confine. Sarebbe stato lecito, da parte del Presidente della Repubblica, intervenire nel caso in cui l'operato del Governo avesse causato davvero danni al bene della nazione con la propria politica economica, ma non un veto a priori, senza nemmeno dare la possibilità alle forze politiche che hanno la maggioranza parlamentare di formare il nuovo governo e di provare ad attuare il loro programma. 

Penso che a questo punto ogni consultazione elettorale risulti ormai inutile e priva di valore.

Dimissioni di Alessandro Vercesi : un anno dopo

Un anno fa esatto decidevo di terminare la mia militanza politica durata dieci anni, dieci anni di tanto lavoro, impegno, a tratti anche entusiasmo, speranze, passioni e delusioni. Vedevo il Partito Democratico completamente scollato dalla società reale, non intenzionato a cambiare passo, con il congresso ed elezioni primarie di fine aprile prive di proposte in grado di invertire la rotta. Ma ciò che mi ha deluso di più è stato quel grande patrimonio che c'era al suo interno, in grado di dare una direzione diversa se avesse voluto, che si è uniformato in blocco e in maniera passiva alla linea del suo segretario nazionale, pur non condividendola in pieno. Ogni confronto e discussione sono stati cancellati. Un anno dopo i cittadini hanno dato la loro risposta. Non è mai troppo tardi per cambiare rotta, ci spero ma non sono sicuro che ciò accadrà, anzi...

Tu chiamale se vuoi elezioni

Ho letto che molti giovani che erano impegnati in politica poi si sono persi per strada. Non sono d'accordo. Tanti giovani sanno benissimo dove andare , è la politica che ha perso la bussola.

Peraltro la ripresa da loro sostenuta in realtà è totalmente inesistente, dato che è triplicato il numero dei precari, aumentate le diseguaglianze, peggiorata la qualità del lavoro e della vita, con la parte sana che produce lavoro e ricchezza che sta morendo, sotto la morsa di uno Stato che succhia loro energie e ricchezza attraverso tasse e burocrazia, con questi governi che al massimo si spingono ad offrire dei bonus, una sorta di carità ai poveri, anziché investire veramente su imprese, cultura , formazione.

Per conquistare i voti ti prospettano all’orizzonte una grave minaccia nel caso in cui prevalessero forze alternative, ma in realtà una vera e propria minaccia concreta non esiste, o è altamente improbabile. Così come non c’è secondo me una vera minaccia dell’invasione di chi è di etnia diversa dalla nostra, si ha spesso istintivamente paura di chi è diverso, ma casomai il problema sta invece nel fatto che chi commette reati troppo spesso non paga in maniera adeguata, vale per italiani e non.

La vera minaccia è l'immutabilità.

Molte proposte a detta di tanti non si possono realizzare. Se davvero in questo paese non si può cambiare niente, quale sarebbe il vero senso di queste elezioni, oltre alla scadenza della legislatura e il dovere quindi di rieleggere un Parlamento previsto dalla legge? Mi dispiace ma io credo ancora che si possa fare qualcosa per cambiare le cose, non mi rassegno. Rischiamo! Altrimenti saremo sempre il paese che rimarrà uguale a se stesso , a vivacchiare, con una discesa lenta e costante ma non ecclatante, di modo che tutto possa rimanere com'è, nell'indifferenza e nei "massì". Ai giovani questi governanti stanno rubando la cosa più importante: i sogni: il fuoco che alimenta il futuro, lo sviluppo, la cultura, la competitività, il lavoro, la ricchezza, e quindi il benessere.

Le elezioni secondo me servono ancora a questo.

Primarie PD: dichiarazioni di NON voto

Dieci anni fa sono stato tra i tanti giovani che con entusiasmo aderivano al nascente Partito Democratico. Mi sono speso tanto per questo progetto, compresa l'ultima battaglia referendaria, a cui ho creduto molto, e, tenendo fede al mio incarico di Segretario politico del circolo di Stradella, ho concluso con tanta fatica anche l'ultima campagna per il tesseramento, con risultati positivi, dato che il circolo che ho rappresentato è ancora il più numeroso o quasi della Provincia di Pavia. 
Ma a queste ennesime elezioni per eleggere il nuovo Segretario Nazionale, io NON SOSTERRÒ E NON VOTERÒ per NESSUNO DEI CANDIDATI. Io sono più affine a Renzi, perciò non posso sostenere gli altri due candidati, nei confronti dei quali io non mi riconosco appieno, e nonostante la mia opinione positiva nei confronti di Andrea Orlando. 

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