Blog di Alessandro Vercesi

(ap)punti di vista personali

 

 

 

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Il Governo Conte restituisce un po’ di giustizia, ma i “poteri forti” insorgono

Un paese con una tassazione così alta come il nostro, con una precarietà giovanile come il nostro e con 5 milioni di italiani in stato di povertà non può pensare nemmeno lontanamente di non cambiare e di continuare il percorso di questi ultimi anni.

E’ proprio con l’attenzione rivolta ai numeri, alla burocrazia europea, alle banche, ai tassi, al bilancio, che l’Italia reale è sprofondata. Un’Italia di disoccupazione, di lavoro nero, lavoro a termine, a chiamata, a tempo determinato, un’Italia di piccole aziende in crisi che costituirebbero il motore del Paese, prese dalla morsa di tasse e burocrazia, un’Italia rassegnata, angosciata, che non può investire sul futuro perché senza la stabilità professionale (e quindi anche economica) il futuro non c’è.

Surreali le parole dei precedenti governanti: Pd e Forza Italia in primis. La loro strategia è diffondere paura: la paura è sempre stata l'arma di chi vuole impedire il cambiamento. La paura di una dittatura, la paura del terrorismo, la paura del cambiamento, la paura dello spread. Ma i giovani sei mesi fa hanno votato per il cambiamento proprio perché non vogliono più vivere nella paura, una paura molto più fondata, quella di perdere il lavoro, di non trovarlo, di non poter comprare casa e mantenere la propria famiglia.

Sarebbe anche vero che chi fugge da fame, terrore, guerra debba essere accolto, il diritto alla vita è sacro ed è prioritario rispetto a tutto il resto, e l’Italia non smetterà mai di aiutare il prossimo che si trova in condizioni estreme, ma per accogliere e integrare adeguatamente, occorre creare le condizioni economiche e sociali che in questo momento non ci sono, perché sono milioni gli Italiani che faticano a permettersi un pasto o ad avere un tetto sotto cui dormire. Così come sarebbe vero che il debito debba essere limitato il più possibile, ma l’aver pensato solo all’austerità, al taglio dei servizi, all’aumento delle tasse, ha portato il Paese in una condizione molto difficile che non ci consente di poter proseguire in questa direzione.

Occorre la crescita economica quale presupposto essenziale. Crescita a cui nessuno ha più pensato in questi ultimi anni. La manovra economica di cui tutti discutono va in questa direzione. Non impediamola.

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Centrosinistra: “ tutti uguali ma loro sono un po’ più uguali degli altri”

L'errore più grande che continua a commettere il centrosinistra è condurre una battaglia impossibile sul terreno dell'immigrazione, facendo leva su immagini di bambini morti per attaccare Salvini, per cercare di fare breccia nel cuore della gente. Sbaglia. Un'altra volta.

Intanto perchè non si fa politica utilizzando determinate immagini, anche perchè non è da tre mesi a questa parte che assistiamo a morti nel Mar Mediterraneo.

È il terreno dei diritti, su cui si devono condurre le battaglie. A cominciare dal diritto alla vita, di ogni essere umano e senza distinzione di etnia, certo, ma non solo. Il lavoro prima di tutto, che costituisce la base per una vita dignitosa di ogni essere umano, la qualità del lavoro, il salario, le piccole e medie imprese, la casa, gli artigiani, i piccoli commercianti, i giovani, i ricercatori, i pensionati che percepiscono 400 euro mensili dopo aver lavorato una vita, la qualità della scuola, dell'educazione, la ricerca, le nuove politiche industriali e il rapporto con l'ambiente. È qui dove il centrosinistra perde. E’ qui dove è mancato.

Perché se i problemi su questi temi non esistessero, non esisterebbe nemmeno l'odio, che deriva poi dalla rabbia e dalla frustrazione accumulate nel tempo in tanti onesti cittadini, ma esisterebbe un Paese più solidale e con più risorse per poter favorire l'integrazione, con Salvini che avrebbe meno armi a proprio favore. Invece l'Italia queste risorse non le ha.

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Il Centrosinistra è responsabile della propria estinzione e del clima attuale

Un Centrosinistra di governo che in cinque anni non ha fatto altro che parlare ai burocrati europei e non al Popolo italiano. Un Partito Democratico che ha sostenuto in cinque anni, con la complicità dei mass media, un tasso di occupazione ai massimi storici, con il dettaglio però che tra gli occupati figuravano e figurano ancora tutti coloro che lavorano occasionalmente, a termine, a tempo determinato. In particolare i giovani, che non possono investire. E’ stato questo che ha determinato la rabbia e l’indignazione popolare, ancor di più rispetto alle politiche messe in atto dai vari governi. Se si considera che il cavallo di battaglia storico delle forze socialdemocratiche è il Lavoro, quanto il PD è davvero una forza popolare di centrosinistra?

L’immigrazione in sé è un fenomeno fisiologico, e può anche essere una fonte di arricchimento culturale, oltre che un insieme di azioni umanitarie doverose per aiutare chi si trova in condizioni disperate. Ma più preoccupanti sono le conseguenze del fenomeno: il venir meno sempre di più di condizioni indispensabili per la serenità e il benessere: sicurezza e legalità, con l’imperante potere della criminalità organizzata che traffica clandestini, arricchendosi sempre di più. Il Centrosinistra ha ignorato il problema, non ha ascoltato i cittadini, non ha fornito risposte adeguate alle loro domande, ha ignorato anche il valore dell’identità socioculturale che sta loro a cuore, ha sottovalutato la grande questione della limitazione della limitazione di sovranità, con i cugini francesi che invadono il territorio italiano, chiudono le frontiere, con un’Europa che chiede sacrifici ma non offre disponibilità per gestire il fenomeno e senza una politica di integrazione unitaria.

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E governo gialloverde sia

5 Stelle e Lega al Governo riflettono esattamente la scelta complessiva del Popolo italiano. Quella di cambiare, quella di dare il mandato di governo alle forze che negli ultimi 7 anni sono state all'opposizione, dentro e fuori dal Parlamento. Non poteva che essere così.

Anche se in fondo la Lega, solo facendo leva sulla paura di Berlusconi di tornare al voto nella consapevolezza di perdere ulteriore consenso, ha convinto Forza Italia a fare un passo indietro. Passo indietro doverosissimo, proprio per il risultato elettorale non soddisfacente, anche se in cuor loro doloroso.

5 Stelle e Lega non hanno dimostrato immaturità. Intanto perchè non sempre è meglio un governo ad ogni costo, frutto di alleanze assurde, pur di "tirare a campare" e non cambiando nulla. Ricorderei al Partito Democratico che li accusa di questo che è stata questa legge elettorale assurda , proposta proprio da loro e votata assieme a Forza Italia, che ha determinato dopo le elezioni un'assenza di una maggioranza politica chiara in Parlamento, e che ha costretto due partiti inizialmente non alleati a scendere a patti.

M5S non poteva considerare un'ipotesi di governo assieme a Forza Italia, per un'incompatibilità totale ed evidente , se ciò si fosse verificato si sarebbe perso il senso dell'esistenza stessa dei 5 Stelle. Così come sarebbe stata impensabile un'alleanza con il Pd renziano. La Lega non poteva staccarsi da Forza Italia con leggerezza , per coerenza politica , perché in fondo i voti di Berlusconi sono serviti a Salvini, per il potere di Berlusconi ancora molto forte nel Centro-Destra. Mi auguro che nei prossimi anni ci sia un'emancipazione della Lega sempre più forte nei confronti di Berlusconi.

Elezioni scongiurate. Ora lavorate e cambiate.

Dittatura democratica

 

Difficile elaborare analisi politiche articolate in un momento come questo.

Quello che di primo impatto pare a me evidente però è questa dittatura da parte dei burocrati europei, delle lobbies, della finanza, delle banche, dei grandi apparati.

Questa dittatura mascherata da democrazia ha caratterizzato larga parte della storia repubblicana, però non è mai stata così palese come in questo momento. Al di là del merito sulla scelta del Ministro dell'Economia, è intollerabile la violazione del principio della sovranità popolare, popolo che ha scelto attraverso libere elezioni il cambiamento. Che piaccia o no, che sia un beneficio o uno svantaggio per l'Italia, la volontà del popolo deve essere rispettata. E' il primo principio sancito dalla nostra Costituzione. Le limitazioni della sovranità popolare hanno oltrepassato ogni confine. Sarebbe stato lecito, da parte del Presidente della Repubblica, intervenire nel caso in cui l'operato del Governo avesse causato davvero danni al bene della nazione con la propria politica economica, ma non un veto a priori, senza nemmeno dare la possibilità alle forze politiche che hanno la maggioranza parlamentare di formare il nuovo governo e di provare ad attuare il loro programma. 

Penso che a questo punto ogni consultazione elettorale risulti ormai inutile e priva di valore.

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