Blog di Alessandro Vercesi

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Nicola Zingaretti nuovo Segretario PD: il popolo vuole il cambiamento

Nicola Zingaretti è il nuovo Segretario del Pd. Si è riaccesa la speranza di un popolo.

Le Primarie hanno restituito all'Italia un'offerta politica in più, indispensabile per il futuro di tutti.

Certamente questi risultati influiranno anche sui risultati delle prossime elezioni europee. Il Movimento Cinque Stelle perderà anche quel consenso dei delusi elettori democratici del 2018, che torneranno a credere nel Partito Democratico.

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Nuova sconfitta per i senatori PD: la Corte Costituzionale boccia il loro ricorso

Nuova sconfitta per i Senatori PD: la Corte Costituzionale boccia il loro ricorso per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. 

Ricorso che denunciava la grave compressione dei tempi di discussione del Disegno di legge di bilancio 2019, che avrebbe svuotato di significato l’esame della Commissione Bilancio. 

La loro attività parlamentare di mero ostruzionismo fine a se stesso ha dimostrato l’odio verso i partiti di Governo e non ragioni di merito. Assenti nel ricorso alla Corte elementi essenziali relativi alla legge di bilancio per un'eventuale ammissibilità. 

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Nella politica italiana manca un po’ di Sinistra

Se mi domando cosa manca nella politica in Italia oggi, penso alla Sinistra.

Le mie critiche sono dirette, ovviamente, al Partito Democratico, che aveva l’ambizione, quando fu fondato, di esserne la principale forza,e punto di riferimento di tanti milioni di italiani, nonché di associazioni, sindacati, movimenti, con un’identità culturale, una storia, valori e principi ben precisi.

La crisi sta portando una guerra tra poveri per la sopravvivenza, sta portando l'odio, la solidarietà è un valore desueto, e anche chi ha un'etica morale più rigida, spesso, per emergere, si deve adoperare con furbizia, egoismo e sopraffazione, dovendosi adattare a questo mondo globalizzato dominato e controllato da pochi.

Una parte di Sinistra non ha ancora compreso appieno il fenomeno del razzismo e dell’intolleranza, stigmatizzandolo e giudicandolo a priori, senza effettuare un’analisi più profonda, ma anche molto elementare: componente fondamentale di questa tendenza è la rabbia. Il disagio vero per la crisi economica e sociale si manifestano in questa modalità, sotto gli occhi uno Stato ingiusto per tanti versi, con i servizi essenziali e le infrastrutture carenti, la pressione fiscale molto alta, una burocrazia soffocante, con percentuali troppo alte di disoccupazione e precarietà. Compito della sinistra interpretare questa rabbia e dare le risposte, risposte soprattutto sul fronte dell’occupazione e del reddito, i cavalli di battaglia storici, senza inseguire affannosamente Lega e populismi di Destra sul terreno dell’immigrazione, altrimenti la Sinistra sarà sempre più rimpiazzata dalla Destra sociale, molto più pericolosa della Lega e dei Cinque Stelle.

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Manovra GialloVerde

“La politica è promettere, non mantenere le promesse”, disse molti anni fa un vecchio esponente politico: sarà così anche questa volta? 

Ci vorrà tempo per formulare un corretto giudizio sull’operato gialloverde. Allora, in questo momento, mi accontento di esprimere soltanto qualche considerazione.

Il sistema finanziario e politico internazionale farà di tutto per fare in modo che in Italia tutto resti com’è. E’ accaduto in passato, se si pensa al Compromesso storico ideato da Aldo Moro, se si pensa a Enrico Mattei, Giovanni Falcone, e tanti altri. Chi ci prova verrà criticato per non esserci riuscito, proprio dagli stessi esponenti di quel sistema. Oppure, chi riuscirà a ottenere qualche piccolo risultato, sarà attaccato da chi avrebbe voluto riuscirci anni prima e non ci è riuscito.

L’Europa, di fatto, ha costretto il Governo italiano a limitare la portata della propria manovra economica. Quando si è davanti a soggetti politici e istituzionali sovranazionali che impongono una direzione politica ed economica ben precisa, in maniera legittima grazie a quegli accordi che determinarono anni fa l'introduzione nella Costituzione italiana del vincolo del pareggio di bilancio, ogni tentativo di cambiare davvero il Paese è vanificato. Se ci si prova si va in contro a procedure di infrazione messe in atto dall’Europa, con gravi danni per l’economia e la finanza interna.

Se questo Governo vorrà veramente aprire una nuova stagione di riforme strutturali, dovrà fare i conti con i problemi citati alla loro radice, arrivando a tornare a ridefinire con le istituzioni europee le cifre degli accordi conclusi con l’Italia nelle precedenti due legislature. Altrimenti ben poco sarà il margine entro cui il Governo dovrà operare.

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Il Governo Conte restituisce un po’ di giustizia, ma i “poteri forti” insorgono

Un paese con una tassazione così alta come il nostro, con una precarietà giovanile come il nostro e con 5 milioni di italiani in stato di povertà non può pensare nemmeno lontanamente di non cambiare e di continuare il percorso di questi ultimi anni.

E’ proprio con l’attenzione rivolta ai numeri, alla burocrazia europea, alle banche, ai tassi, al bilancio, che l’Italia reale è sprofondata. Un’Italia di disoccupazione, di lavoro nero, lavoro a termine, a chiamata, a tempo determinato, un’Italia di piccole aziende in crisi che costituirebbero il motore del Paese, prese dalla morsa di tasse e burocrazia, un’Italia rassegnata, angosciata, che non può investire sul futuro perché senza la stabilità professionale (e quindi anche economica) il futuro non c’è.

Surreali le parole dei precedenti governanti: Pd e Forza Italia in primis. La loro strategia è diffondere paura: la paura è sempre stata l'arma di chi vuole impedire il cambiamento. La paura di una dittatura, la paura del terrorismo, la paura del cambiamento, la paura dello spread. Ma i giovani sei mesi fa hanno votato per il cambiamento proprio perché non vogliono più vivere nella paura, una paura molto più fondata, quella di perdere il lavoro, di non trovarlo, di non poter comprare casa e mantenere la propria famiglia.

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